domenica 18 novembre 2012

tartaruga del mese

La Malacochersus Tornieri ( tartaruga del mese)

La Malacochersus Tornieri è una piccola tartaruga terrestre di 17 cm per le femmine e 14-15 cm per i maschi. La caratteristica che rende particolare questa tartaruga sta nel carapace che è fortemente appiattito e anzichè essere duro, è morbido e flessibile. Di solito vive in piccoli gruppi dove c'è un maschio dominante che comanda sia sulle femmine che sugli altri maschi. Si tratta di una testuggine molto veloce e abile nell'arrampicarsi su superfici quasi verticali. E' talmente veloce e agile che quando è spaventata non si rifugia nel carapace, bensì scappa molto velocemente verso qualche anfratto delle rocce. E' consigliabile allevarle in piccoli gruppi, del tipo 2 maschi e 4 femmine in cui poi emergerà il maschio dominante. Il terrario dovrà avere misure di 120x80 cm e deve avere anche un buona altezza viste le atitudini di questa tartaruga. Il punto caldo dovrà avere temperatura di 32-33 gradi, mentre il resto del terrario dovrà avere una temperatura di 24-26 gradi, mentre la notte la temperatura dovrà scendere a 18-20 gradi. Bisogna anche mettere a disposizione delle rocce in cui le tartarughe possano nascondersi. La dieta della Malacochersus Tornieri è prettamente vegetariana.

Fonte :http://digilander.libero.it/fra2283/Malacochersus%20Tornieri.html

martedì 16 ottobre 2012

La tartaruga di terra del mese

TESTUDO GRAECA TARTARUGA TERRESTRE Distribuzione: Dalla Spagna meridionale (e Beleari) a parte del Nord Africa (Marocco, Algeria, Tunisia, Libia) e nell'Egitto settentrionale, in alcune località italiane (Sardegna soprattutto), in Albania, Grecia, Turchia, parte della Romania e della Bulgaria, nel Medio Oriente e nelle regioni asiatiche sudoccidentali (Iran, Iraq e Caucaso russo). Sono state differenziate quattro sottospecie: - T. graeca graeca: Spagna, Italia, Nord Africa: ha carapace ovale allungato con le scaglie marginali posteriori pochissimo "ventagliate"; piastrone con piccole macchie isolate; colorazione giallo-olivastra con distinte macchie scure; capo scuro; - T. graeca ibera: Asia sudoccidentale e Sud Europa (Jugoslavia meridionale, Grecia e Turchia settentrionale): ha carapace ovale con il margine posteriore a ventaglio; colorazione del carapace e del piastrone scuro, con qualche macchia scura irregolare, qualche volta a forma delle bande allungate; - T. graeca terrestris: Medio Oriente, Egitto e sud della Turchia; ha carapace molto bombato; c olorazione del capo superiore e laterale gialla; - T. graeca zarudnyi: Iran nordorientale; ha carapace oblungo, spesso ventagliato sia posteriormente che anteriormente; colorazione bruno olivastra con macchie scure indistinte. Autori recenti, però, accrediterebbero una distinzione specifica tra Testudo graeca e Testudo ibera (che manterrebbe tre sottospecie). Nel nostro paese sono intervenute tante e tali introduzioni di esemplari delle varie popolazioni (che peraltro possono ibridarsi tranquillamente tra loro) che è molto difficile distinguerle e capirne la provenienza. Habitat: Come per la T. hermanni, ma, visto il grande areale di distribuzione, in ambienti diversissimi; dai pressi degli uadi e delle oasi nel Nord Africa agli altipiani della Turchia, dove supera i 2000 metri di altitudine. Dimensioni: Carapace di 15-20 cm; un solo scudo sopracaudale e senza astuccio corneo all'apice della coda; alla base della coda, sui due lati, sporgono due grossi tubercoli conici. Riproduzione: Come per T. hermanni, ma le uova deposte non sono più di 8. Alimentazione: Come per T. hermanni. Status in natura: Non ci sono notizie sulla situazione in natura delle popolazioni asiatiche, mentre sono particolarmente minacciate quelle sudeuropee e nordafricane. Protetta in Appendice II CITES (C1 per la C.E.E.). Esigenze: In alcuni regioni particolarmente aride la latenza è nei mesi più caldi. Fonte: http://blog.libero.it/TaRtA/commenti.php?msgid=1114197&id=43719#comments

lunedì 10 settembre 2012

La tartaruga di terra del mese la Testudo hermanni hermanni

DISTRIBUZIONE La testudo hermanni hermanni è la testuggine terrestre maggiormente diffusa nella nostra penisola e l’unica sicuramente autoctona. L’areale di distribuzione della specie comprende le regioni centro-meridionali dell’Italia, la Sicilia, la Sardegna, una ristretta regione della Francia meridionale (Massiccio dei Mauri), a cui va aggiunta una puntiforme distribuzione in Spagna. HABITAT La testudo hermanni frequenta di preferenza le aree semiaride delle regioni costiere, in particolare la macchia mediterranea e le rade foreste di latifoglie termofile, oltre ai margini dei coltivi. Come riconoscerla: le dimensioni del maschio adulto variano da 14 a 19 Cm. e per la femmina da 14 a 20 Cm. Il carapace e' moderatamente convesso e cupuliforme, e presenta una colorazione giallo-oliva con aree nere. Il piastrone (la parte inferiore), è giallo-marroncino con aree nere, che formano due strisce longitudinali parallele o discontinue, a seconda della sottospecie. Lo scuto sopracaudale (la piastra sopra la coda) è diviso in due in quasi tutti i soggetti. Sulla punta della coda, in entrambi i sessi, è presente un caratteristico astuccio corneo. Ambiente ideale: si presta bene ad essere allevata in un'area all'aperto, soleggiata ma con zone d'ombra e fornita di un riparo per le ore più fredde. Alimentazione: è completamente vegetariana, ed ha bisogno di una dieta ricca di fibre e calcio. Non si deve alimentare solo con insalata e pomodoro, come molti erroneamente fanno; al contrario deve anche alimentarsi di erbe e piante cresciute in modo naturale e consumate al pascolo, come in natura. Da evitare in ogni caso gli alimenti di origine animale. Indispensabile lasciargli sempre a disposizione dell'acqua da bere. RIPRODUZIONE I maschi possono essere sessualmente attivi già a 4-5 anni, le femmine di solito a 7-8 anni (600-700 Gr.). Le uova vengono deposte in una buca scavata nel terreno e l’incubazione è affidata al calore del sole. Il numero delle deposizioni è di 1-3 in una stagione riproduttiva. La durata dell’incubazione è in stretta dipendenza dalle condizioni ambientali e si risolve in un periodo che varia dai 55 agli oltre 90 giorni (il valore più basso si riferisce all’incubazione artificiale a calore costante). La determinazione del sesso della specie è ambientale e ad influire su di esso è la temperatura di incubazione. Alla nascita i piccoli misurano circa 30-35 mm per un peso attorno ai 10 grammi. LETARGO Il periodo di letargo si estende dal mese di novembre a quello di marzo, con la possibilità di variazioni annuali e geografiche. Va consentito di affrontare il periodo di latenza solamente ai soggetti in salute. Legislazione: inclusa in appendice II CITES e in allegato A del Reg. CE338/97 http://www.tartaetruria.org/web/index.php?option=com_content&view=article&id=33:scheda-testudo-hermanni-hermanni&catid=14:specie-terrestri&Itemid=23

giovedì 24 maggio 2012

L'acqua il più importante fra gli elementi in acquariofilia


L’acqua e il più importante elemento in acquariofilia . Quella che proviene dalle condutture delle case è adatta più al consumo per l’ uomo che al mantenimento dei pesci .
Un fattore importante è che in una comunita’ di pesci provengono da ambienti naturali diverse .
Gran parte dei pesci si adattano rapidamente alla comune acqua potabile , se hanno subito un processo di acclimatazione delle vasche e se si tengono specie specialzzate , bisogna prendere in considerazione l’esame dettagliato della composizione dell’ acqua Ph , kh , Dh ( acidità , Durezza Carbonatica , Durezza Totale ).
Se i pesci si spostano da un tipo d’ acqua ad un altro sono soggetti ad inevitabili stress , si dovrebbero abituare lentamente con la busta in acqua 10 – 15 minuti , dopo si apre la busta e si miscela l’acqua con quella dell’acquario e si lascia 2 minuti nel nuovo ambiente .
Si trovano in commercio misuratori dei composti dell’ acqua per esempio del ph acquistandolo bisogna accertarsi se è per l’acqua dolce o quella salata . I mezzi per cambiare il ph dell’acqua ( SOLO SE NECESSARIO ) sono piuttosto difficili da utilizzare e non devono essere usati dall’ acquariofilo principiante .

L’ acqua del rubinetto presenta caratteristiche chimiche diverse , dovute a svariate influenze . Come ho gia detto prima due dei valori piu importanti sono la durezza totale gh e la durezza carbonatica kh .
La durezza totale gh deriva dalla concentrazione di Sali di calcio e di magnesio disciolti in acqua .Questi Sali influenzano il metabolismo dei pesci , di piante , e di microorganismi , se il contenuto di Sali di magnesio e di calcio è alto , viene definita dura , se il contenuto e basso viene definita tenera e la maggior parte dei pesci dovrebbe tenere un gh tra i 6 e i 15 .


Il valore di KH

Il valore di KH (durezza carbonatica), indica il contenuto di carbonati e bicarbonati, (sostanze tampone) in acquario. Questo valore si tiene stabile (o si aumenta) con appositi integratori, con l'uso di acqua calcarea, con un reattore di calcio.
Se l'alcalinità diminuisce, si verificheranno forti e pericolose variazioni di pH.
Il valore del KH, in acqua marina naturale è relativamente basso, ma qui non si verificano le stesse situazioni che, invece, riscontreremo in acquario. Quindi è di fondamentale importanza, sempre in acquario, mantenere una buona "riserva" di sostanze tampone.
Il valore considerato "minimo" di sicurezza è di 8° dKH. Il notissimo autore Peter Wilkens, invece, consiglia una riserva "più corposa", pari a 15-20° dKH.
A questo punto starà a noi scegliere di abbracciare una tesi piuttosto che l'altra.
Se la durezza gh o kh è troppo alta , si puo abbassare con l’ acqua piovana , acqua osmotica o acqua distillata povera di minerali .
Se la durezza è bassa bisogna introdurre materiale calcareo oppure marmo ed ad ogni cambio di acqua si consiglia di aggiungere un biocondizionatore per neutralizzare i metalli pesanti e il cloro .


Biografia di un acquariofilo


Biografia di un Acquariofilo

Mi chiamo Agostino Rollo e sono un uomo con mille passioni, tra queste l’acquariofilia. Mio padre mi portò il primo acquarietto anni fa, in plastica con una tartaruga, un pesce rosso ed una pianta finta. Accadde purtroppo che la tartaruga piccola uccise il pesce rosso.
Circa 15 anni fa, iniziai la mia prima esperienza con i pesci rossi in una vasca in pietra leccese che continuo a tenere. Successivamente un amico mi regalò un acquarietto di circa venti litri lesionato e riparato con il silicone. Da quel giorno nacque la mia passione, coltivata nel tempo ed era il lontano 1995. Ho allevato di tutto tranne i pesci grandi: guppy, poecilia vellifera, black molly, poecilia sphenops, xiphophorus hellery, porta spada, xiphophorus variatus, platy , pesci combattenti , pesci pulitori da fondo. Ho equipaggiato il mio acquario con pompa e filtri e come abbellimento ho utilizzato piante vere e due colonne di tipo romano. Un pomeriggio, forse per la temperatura, le fessure della base del vetro si ruppero e tutta l’acqua si versò per terra. In quella occasione chiamai un mio amico e donai a lui tutti i pesci.
Nel frattempo, mia sorella si era sposata e le regalai un acquario perche’ pure lei appassionata di acquari, e a sua volta me ne regalò uno di 100 litri.All’’inizio in quell’ acquario ho messo acqua salmastra avendo saputo che certi pecillidi vivono in acque salmastre, ma durò poco, perché i pesci morivano per l’errata salinità. Lo lavai e misi di nuovo acqua dolce utilizzando acqua di osmosi a metà con acqua di rubinetto. Il filtro è composto da cannolicchi sotto e sopra lana perlon oppure spugna .
Siccome la spugna e’ un filtro meccanico ed i cannolicchi un filtro biologico, accade che occorrono tre settimane per il formarsi della flora batterica utilizzando la pompa di ricircolo .Inoltre posizionai le piante a crescita veloce  dietro e davanti quelle a crescita lenta nelle prime due settimane di vita del filtro. Nella terza settimana ho messo i primi pesci tra cui quattro coppie di anabantidi e una coppia di pesci combattenti (betta splenders). Sono vissuti tra nidi di bolle , sbaciucchiamenti ed inseguimenti amorosi . Cresciuti, sono morti uno ad uno perché l’acquario era piccolo.
Successivamente ho comprato due sinodontis , pesci gatto che pulivano il fondo e facevano acrobazie con la testa sotto sopra e mangiavano il mangime in superfice. Ho comprato anche due oscar astronotus ocellatus che a seguito di una nebbia bianca in acquario sono morti per un filtro intasato. Il sinodontis che mi era rimasto, l’ho regalato ad un amico.Vuotato l’acquario, l’ho riempito a metà con due tartarughe di un anno ed un finto tronco di pietra che ho spostato dopo due altri anni in un terra-acquario.
L’acquario l’ho sciacquato con amuchina e lavato con l’acqua e riempito nuovamente con acqua dolce per accogliere altri ospiti: elodea densa, vicino al vetro posteriore, un bel fraticello al centro, due piante di cryptocoryne wendtii, come pesci un gruppo di poecilia reticolata, un plecostomus, come pulitore del vetro un pesce pulitore da fondo, uno dei tanti tipi di corydoras, altri pecillidi , una coppia di xiphophorus , una coppia di platy , una coppia di poecilia sphenops .
Adesso mi trovo con  molti poecilia reticolata e tanti avanotti. All’inizio la stirpe era gialla, poi è diventata nera, adesso e rossa .